Oggi vogliamo condividere la nostra tradizione legata all’acqua di San Giovanni con i fiori e le piante officinali (rosmarino, lavanda, iperico, malva, elicriso, ginestra e gelsomino) raccolti dalle donne di Borgo Piazza come facevano le nostre antenate.
I fiori si trovano lungo i 25 km di sentieri percorribili nella splendida tenuta di 44 ettari, passeggiando nei prati e nell’ombra gradevole dei boschi di pini di Aleppo, querce, robinie, eucaliptus, ulivi, col mare sempre a vista nella stupenda cornice del Golfo di Squillace.

Nella notte “speciale” tra il 23 ed il 24 Giugno, mettiamo i fiori in una tinozza /bacinella di acqua e la esponiamo all’esterno perché i raggi della notte e la rugiada del mattino la fanno diventare miracolosa e al risveglio molto presto al mattino, prima che il sole sia caldo, la usiamo per lavarci (nel senso fisico e metaforico) dai dolori, dalle pene e dai cattivi pensieri, dopo aver tolto i fiori. Ci mettiamo addosso un’ acqua profumatissima per i fiori odorosi che contiene, una infusione benefica per la pelle e per l’anima.

E’ un rito importante e antico, considerato quasi un secondo capodanno, un rito molto somigliante a quelli del solstizio di inverno. Infatti in alcuni paesi della Calabria le porte delle chiese vengono lasciate aperte tutta la notte con le focare accese nelle piazza, come nella notte di Natale o di Capodanno, quasi un omaggio ai fratelli e alle sorelle dell’altro emisfero che stanno per celebrare proprio il Natale. Due riti che si condividono quasi mettendo in comunicazione “Giovanni che annuncia il Cristo”.

Nel passato era anche tradizione, in questa occasione, scambiare mazzetti di questi fiori di campo e frutta tra donne, per rafforzarne i legami, infatti veniva celebrata come Festa del Commaraggio.

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